Stato

10 – Vertigine

Mi capita spesso.

Cammino sino sul bordo del baratro, metà dei piedi nel vuoto, e, con gli occhi socchiusi, guardo il vuoto. Assaporo il brivido assurdo che altalena tra l’orrore di cadere e la meraviglia del lanciarsi, senza sapere esattamente cosa sperare o pregare.

Uno strapiombo in montagna, una scogliera a picco sul mare, un pozzo di decine di metri in grotta, una nuova avventura, un cambiamento, un nuovo progetto lavorativo, gli occhi cangianti e imperscrutabili di qualcuno… sono tutte vertigini che amo assaporare a lungo prima di decidere se fare un passo nel vuoto o retrocedere.

Poi, preferisco – in genere – provare a volare: con le ali di un nibbio a volte, con quelle di Icaro, altre.

Che cos’è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perché ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura. (Milan Kundera)

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