Stato

3.2 – Caretta Caretta

Annuncio di avere trovato l’animale totem. La Caretta Caretta.

Le tartarughe marine, di cui la Caretta Caretta è la più comune razza mediterranea, riescono sempre a tornare a casa. Anche se con un po’ di calma. Sembra che questa loro capacità dipenda da un qualche meccanismo di registrazione dell’impronta magnetica del luogo in cui sono uscite dall’uovo. Non so perché ma questa spiegazione mi sa un po’ di miscuglio tra esoterismo e teorie new age, ma lasciamo perdere.

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Digressione

3.1 – Sabaudade

Mi giunge la notizia che una mia amica ho ottenuto oggi la residenza a Torino. E non sa in che condizione si è messa… perché Torino ti lega e ti intrappola in quel suo misto di austera dignità sabauda, charme da Parigi ‘vorrei ma non posso’ e ambiguità da città di frontiera.

Se ti leghi a Torino, in qualche modo, ne rimarrai schiavo come un amante amato e rifiutato da una nobildonna ottocentesca.

Torino e quell’amaro in bocca, quel groppo alla gola che ti prende quando ti allontani e ti lasci alle spalle i suo teatro di alpi. Quel senso di prigione dorata che ti accoglie quando ci ritorni. Quell’idea lontana che ti tinge le giornate di malinconia quando sei altrove.  Quel senso di vuoto che ti colpisce gli occhi quando scendi in pianura.

Lo sanno bene i Torinesi emigrati (perché da Torino, che è un mondo a sé, né francese né italiano, si emigra anche se ti sposti in Italia) come me, che si portano dietro questa saudade tutta brasiliana…

Di sabaudade si scrive, si canta, si blogga.

E’ una malattia, che dovrebbe essere catalogata nei manuali di medicina.

 

 

 

Stato

3 – il primo passo

Anche il più lungo dei viaggi comincia con un singolo passo. Non si può correre se si vuole andare lontano e non è dato saltare con un balzo direttamente alla metà (o alla fine) del percorso. Sarà un viaggio lungo e faticoso. xxx – si spera ‘solo’ xxx infiniti, innumerevoli giorni

Il cuore rallenta la testa cammina 
in quel pozzo di piscio e cemento 
a quel campo strappato dal vento 
a forza di essere vento 

porto il nome di tutti i battesimi 
ogni nome il sigillo di un lasciapassare 
per un guado una terra una nuvola un canto 
un diamante nascosto nel pane 

per un solo dolcissimo umore del sangue 
per la stessa ragione del viaggio viaggiare 
Il cuore rallenta e la testa cammina 
in un buio di giostre in disuso …

(De André – Khorakhanè)