Stato

4 – camminando

Avevo delle ferie da fare. Le avevo fissate a Gennaio, quando la mia vita aveva un ritmo diverso, un passo diverso, una direzione diversa. Poi il mondo ha cambiato direzione, una svolta a gomito ai 200 km/h. Niente botto finale, ma un po’ di capogiro c’è stato. Non sapendo come esattamente impiegare il mio tempo, non sapendo come tenere a bada la danza vorticosa dei pensieri e il fisico irrequieto, sono partita all’avventura. L’avventura, in questo caso, va intesa nel senso antico del termine: un percorso, uno zaino e gli scarponi da montagna. Faccio sempre così, quando il mondo non mi piace, prendo gli scarponi e scappo. E’ così che un paio di vite fa è cominciato il mio amore per la speleologia, ed è così che è cominciato oggi il mio amore per il movimento lento. 60 km a piedi. 60 km di sole, grandine e pioggia. 60 km di pensieri masticati, di meditazione, di bestemmie. 60 km di condivisione di esperienze presenti e passate, di nuove amicizie, di parole. 60 km di passi – un piede davanti all’altro -, di fatica, di sudore. 60 km di cazzate, di scherzi, di risate. Da ognuno dei miei 13 azzeccatissimi compagni di viaggio riporto a casa qualcosa, un gesto, una visione sul mondo, una ‘regola’… Ma soprattutto porto a casa la consapevolezza di poter ‘lasciare scorrere i pensieri’ senza necessariamente farli passare per l’esaustione fisica, basta sincronizzare piede e polmone, scegliere un mantra (anche blasfemo, o per lo meno il mio lo era) e socchiudere gli occhi. (Grazie M.A.) Chiunque fosse interessato a questo tipo di viaggi può dare uno sguardo alla Compagnia dei Cammini

Camminare vi impedisce di lambiccarvi con interrogativi senza risposta, mentre a letto si rimugina l’insolubile fino alla vertigine.(Emil Cioran – Al culmine della disperazione)