Stato

23 – un mondo peloso

Ed è la stagione della muta.
Che non è grave se vivi una vita normale e sei un umano.
Ma se hai dei gatti e per di più a pelo lungo, la cosa si complica.

Sì perchè al tempo della muta, con dei gatti a pelo lungo il mondo cambia aspetto: diventa peloso.
Apri lo zaino e ci trovi dei peli. pazienza.
Apri il portafoglio e ci trovi dei peli. vabbeh.
I tuoi vestiti sono pieni di pelo. cazzo. Ti tocca vestirti nei colori del pelo dei gatti, così si nota meno.
Il tuo letto è pieno di pelo. hmmm. Forse così risultetà più caldo.
Le mutande sono piene di pelo. ops.
Ti svegli al mattino sputando pelo, un po’ come il gatto che rimette il bolo di pelo accumulato nello stomaco. Disagevole.
Ma quando di trovi alle 2 del mattino (si cambio le lenzuola a notte fonda, ebbeh?) con la spazzaola di velluto in mano a cambiare le lenzuola cercando disperatamente di togliere il pelo che è rimasto attaccato nonostante la lavatrice alle lenzuola teoricamente pulite, ti viene il dubbio che la situazione stia diventando critica e che forse avresti dovuto optare per una famiglia di sphinx (Ndr: gatti glabri).
Ne hai la certezza quando al mattino ti trovi in faccia un groviglio di peli e barba. E ti ricordi che non hai la barba perchè sei femmina. Allora è tutto pelo. Ommioddio. Un mattino il mostro del pelo di muta mi avrà fagocitata direttamente.

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21.2 – L’altra parte dell’alba

Amo l’alba. Amo l’alba più dei tramonti. I tramonti li vedi ogni sera, così spesso che ad un certo punto non ci fai più caso. Semplicemente la luce abbagliante del giorno si dilegua,  e le pupille si allargano per adattarsi alle nuove condizioni.

L’alba invece è una conquista. Almeno è una conquista l’alba dei pipistrelli e dei vampiri.  Ovvero l’alba che ti raggiunge silenziosamente dopo una notte insonne a stropicciare la vita o a combattere con il lavoro.  Quando arriva l’alba, con quel suo colore un po’ malato e stentoreo, beh, ti rassomiglia. Guardi il sole uscire di casa, come te, e apprestarsi, come te, ad ingannare un altro giorno, con altre promesse.

Poi c’è l’alba dei metalmeccanici, di quelli che cominciano il turno alle 6 del mattino. E’ l’alba che viene dopo una notte in cui sei andato a letto presto, rinunciando a giocare. E’ l’alba che ti annuncia che il giorno che viene è ancora tutto da combattere. E’ un’alba tutt’altro che complice e consolatoria, è un’alba livida e crudele, nemica, che ti da la sveglia urlando e presentandoti il conto delle tue scommesse, mentre tu vorresti solo dormire un’altra ora.

Ti accorgi che stai cominciando a perdere colpi quando conti più albe da metalmeccanico che da vampiro.

La nebbia che respiro ormai
si dirada perché davanti a me
un sole quasi bianco sale ad est…

(Lucio Battisti – Luce dell’est)